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Domenica, 15 Dicembre 2019

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San Massimiliano Kolbe, continua la sua profezia

Lettera del Ministro Generale fra Marco Tasca a tutti i frati dell’Ordine.

Il 2016 e il 2017 sono particolarmente significativi per quanto concerne l’eredità lasciataci da S. Massimiliano Kolbe. I suddetti anni segnano rispettivamente il 75° anniversario del suo martirio e il centenario della fondazione della Milizia dell’Immacolata (M.I.). Ritengo importante cogliere tale opportunità per riflettere sull’esempio del martire della carità di Auschwitz al fine di trovare spunti e motivazioni volti ad arricchire il vissuto del nostro Ordine. La sua parola e il suo esempio vanno valorizzati ed attualizzati perché ancora oggi possono offrire ai Frati Minori Conventuali nuovi spunti di crescita interiore ed apostolica.

Martirio della carità vissuta nel quotidiano – santità di vita e missione


Il santo ci fa comprendere che è possibile giungere ad un alto grado della carità se nel quotidiano percorso spirituale si compiono continui e fattivi gesti d’amore, magari poco visibili ai più, ma certamente efficaci. Kolbe, in tutta la sua esistenza, sperimenta in vari modi la dimensione del dono di sé. Prima della morte in Auschwitz vive un cammino segnato da una notevole ed evidente chiamata all’offerta della propria vita, offerta che si manifesta nell’accoglienza di dolorosi episodi, forieri di una carità sempre più grande, esemplare e resistente ad avversità e persecuzioni. Egli è noto particolarmente per il martirio vissuto nel campo di sterminio di Auschwitz, ma questo evento rappresenta solo il vertice di un percorso di amore e di dolore che offre per Cristo, per la Chiesa, per i fratelli e per il Regno. 


Significative sono queste sue espressioni: «Ricordiamoci che l’amore vive, si nutre di sacrifici. Ringraziamo l’Immacolata per la pace interiore, per le estasi d’amore, tuttavia non dimentichiamo che tutto questo, benché bello e buono, non è affatto l’essenza dell’amore e l’amore, anzi l’amore perfetto, può esistere anche senza tutto questo. Il vertice dell’amore è lo stato in cui è venuto a trovarsi Gesù sulla croce quando disse: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato”. Senza sacrificio non c’è amore» (SK 503).


Da ottimo figlio di Francesco, il santo polacco ama meditare sul mistero di Cristo. L’amore del Signore esercita una particolare attrattiva su di lui, proprio perché egli si pone con lo spirito di chi vuole imparare ad amare seguendo le orme del Redentore. Contemplando Cristo è possibile rendere la vita un miracolo d’amore, in ogni situazione e in ogni evento del nostro percorso esistenziale. S. Massimiliano ci insegna a non aver paura di amare e di donarci con generosità perché è solo così che la carità del Signore può essere visibile in ogni nostro gesto. Ciò si è verificato, ad esempio, nell’esperienza martiriale dei Beati Miguel Tomaszek (1960-1991) e Zbigniew Strzałkowski (1958-1991), uccisi in Perù dal gruppo rivoluzionario Sendero Luminoso e proclamati beati il 5 dicembre 2015. La testimonianza di  questi frati francescani ha proprio nell’esempio del Kolbe un punto di riferimento rilevante. 


I miracoli d’amore sono possibili, secondo l’esperienza di S. Massimiliano, quando ci affidiamo all’intercessione e alla mediazione dell’Immacolata. In un articolo del 1924 egli afferma: «Accendete ovunque l'amore e la fiducia verso Maria Immacolata e ben presto vedrete sgorgare dagli occhi dei peccatori più induriti le lacrime, svuotarsi le carceri, aumentare le schiere dei lavoratori onesti, mentre i focolari domestici profumeranno di virtù, la pace e la felicità distruggeranno la discordia e il dolore, poiché c’è ormai una nuova era» (SK 1069).

Papa Francesco nell’Angelus del 14 agosto 2016 ha elevato questa significativa preghiera, riferendosi alla carità di Massimiliano: «Chiediamo alla Vergine Maria di pregare con noi e per noi il Padre celeste, affinché effonda su tutti i credenti lo Spirito Santo, fuoco divino, che riscalda i cuori e ci aiuta ad essere solidali con le gioie e le sofferenze dei nostri fratelli. Ci sostenga nel nostro cammino l’esempio di S. Massimiliano Kolbe, martire della carità, di cui oggi ricorre la festa: egli ci insegni a vivere il fuoco d’amore per Dio e per il prossimo».

Fondazione, natura e missione della M.I.


Proprio con il desiderio di amare secondo lo stile di Cristo e di sperimentare la ricchezza dell’affidamento a Maria, nel 1917 nasce la M.I. Il sorgere di questo movimento mariano rappresenta la risposta di Kolbe e dei suoi compagni alla delicata situazione sociale, politica, economica e religiosa del momento in cui vivono. L’associazione mariana di Kolbe e dei suoi sei compagni è la profezia che si pone come elemento risolutore e propulsore rispetto alla grande oscurità in cui vive l’umanità di quel periodo.


Massimiliano non ha paura della novità, infatti si “lancia” in nuove forme di apostolato, sostenuto e sospinto dalla forza che promana da Dio. Immagina la M.I. come una missione che raggiunga i cuori di tutti gli uomini, superando precedenti modelli di associazionismo. Egli desidera che la M.I. «sia piuttosto “transcendentalis” che “universalis”, cioè non si presenti come una organizzazione in più accanto alle numerose che già esistono, ma piuttosto penetri profondamente in tutte le organizzazioni» (SK 658). Secondo Kolbe, un movimento che nasce dall’ascolto della voce dello Spirito e vive dell’affidamento all’Immacolata non può porsi limiti ed è chiamato ad “inserirsi” in ogni fascia del tessuto ecclesiale e sociale. Infatti, «lo scopo della Milizia dell'Immacolata è di conquistare il mondo intero, tutti i cuori e ognuno singolarmente per la Regina non solo del cielo ma anche della terra; dare la felicità vera a quei poveri infelici che la cercano nei piaceri effimeri di questo mondo: ecco il nostro scopo» (SK 97). 


Oggi la M.I. è chiamata ad imprese importanti nell’evangelizzazione per essere fedele alla sua storia, al suo cammino e soprattutto alla sua vocazione spiccatamente missionaria. Sto accompagnando con molta cura e attenzione il cammino dell’associazione kolbiana e – con soddisfazione – segnalo alcune iniziative che si stanno rivelando particolarmente innovative e fruttuose dal punto di vista apostolico. Si tratta delle scuole di evangelizzazione sorte in Polonia e particolarmente seguite dai giovani i quali, mediante un percorso catechetico progressivo, hanno l’opportunità di confrontarsi con il carisma kolbiano. Inoltre, va ricordata la sempre più coinvolgente partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù di ragazzi della M.I. È una novità alquanto significativa: in molte nazioni l’associazione kolbiana si riscopre adatta ai giovani, al punto che questi ultimi hanno chiesto una Giornata Mondiale dei ragazzi M.I. che si terrà nel 2018. 


L’amore è la molla che muove tutto il percorso missionario del santo. L’evangelizzazione, la missione, il martirio: tutto nasce da un cuore che ama alla luce della contemplazione del Signore e che si dona generosamente, senza limiti, senza confini. Kolbe afferma: «La tua personale santificazione è la tua prima occupazione. L'impegno per la santificazione degli altri deve essere la sovrabbondanza del tuo amore verso Gesù» (SK 987F). Il santo, con la sua esperienza spirituale, dimostra che si può arrivare a grandi traguardi apostolici se nell’agire quotidiano si afferma una carità fatta di gesti concreti e tangibili.

Celebrazioni del centenario della fondazione M.I.


Il messaggio e la testimonianza di Kolbe sono ancora molto attuali e in questo “tempo favorevole” il nostro Ordine e la M.I. sono chiamati a scoprire l’attualità della sua profezia nella missione, non esente da persecuzioni nella sua testimonianza evangelica in contesti secolarizzati e ostili alla proposta cristiana e al suo itinerario apostolico. Con questo spirito, la M.I., alla presenza del Governo dell’Ordine, ha iniziato la preparazione al centenario della sua fondazione con un congresso mariologico, svoltosi a Fatima nei giorni 28-30 ottobre 2016, sul suggestivo e significativo tema: Con Maria dalla missione al martirio: il segreto di S. Massimiliano Kolbe. Dal 16 al 18 ottobre 2017 a Roma si celebrerà solennemente il centenario con opportuni tempi di preghiera, di condivisione e di festa. Il 2017 sarà l’anno kolbiano per tutto l’Ordine, che avrà modo di riflettere sull’eredità di Kolbe nella Chiesa, nell’Ordine e nell’ambito della nuova evangelizzazione, come suggerito da una mozione dell’ultimo Capitolo generale. Infatti, il 19 e il 20 ottobre 2017 a Roma si terrà un congresso dell’Ordine al quale parteciperanno frati da tutto il mondo. Cercheremo di comprendere come attualizzare la testimonianza missionaria e martiriale del santo nel tempo in cui viviamo, certi che la sua profezia non è esaurita ed ha ancora molto da dire e da dare. 

Viviamo questo anno giubilare kolbiano con grande letizia interiore e con la massima tensione all’ascolto. Abbiamo un meraviglioso patrimonio spirituale, che può essere la base per nuovi itinerari suggeriti dallo Spirito a favore della Chiesa e dell’umanità e che l’Ordine e la M.I., in profonda comunione, desiderano valorizzare. Come Kolbe, oltre Kolbe, con la creatività suggerita dallo Spirito, siamo invitati a scoprire nuove vie di missione, che possano parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Fra' Marco Tasca
, Ministro generale

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